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dai GIORNALI di OGGI

Via libera al DDL regolAM. scioperi

DDL - Sacconi: "per scioperare servirà 50% rappresentatività, con il 20% referendum"

2009-02-028

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L'ARGOMENTO DI OGGI

 

CORRIERE della SERA

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2009-02-27

Sacconi: "per scioperare servirà 50% rappresentatività, con il 20% referendum"

Scioperi: via libera al ddl di riforma

Via libera del consiglio dei ministri per la nuova regolamentazione di agitazioni nel settore trasporti

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi (LaPresse)

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi (LaPresse)

ROMA - Via libera del consiglio dei ministri al disegno di legge che regolamenta gli scioperi nel settore dei trasporti.

IL DDL - Il provvedimento, riferiscono fonti governative, è stato approvato "all'unanimità, in un clima di grande accordo". La novità principale prevista dalle nuove norme è quella del referendum consultivo preventivo obbligatorio prima dello sciopero, a meno che non si tratti di un'agitazione proclamata da parte di organizzazioni sindacali complessivamente dotate di un grado di rappresentatività superiore al 50% dei lavoratori.

SACCONI - "Una più efficace conciliazione tra il sacrosanto e tutelato diritto di sciopero e la libera circolazione delle persone". Così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi presenta la riforma degli scioperi. "Abbiamo operato per tutelare ogni diritto", spiega il responsabile del Welfare. "Abbiamo scelto un percorso molto cauto, il Parlamento ascolterà le parti sociali e si applicheranno le deleghe sentendo le parti sociali", dice Sacconi, che poi replica alle critiche della Cgil: "Preoccupazione e critiche pregiudiziali che hanno parlato di soluzioni autoritarie sono assolutamente fuori luogo. Non c'è stata nessuna posizione autoritaria, dire questo è fuori luogo", aggiunge Sacconi. Poi il ministro del Welfare ammorbidisce i toni nei confronti della confederazione sindacale guidata da Guglielmo Epifani: "Mi sembra che nonostante tutto ci sia la disponibiltà a continuare il dialogo. Da altre organizzazioni, come avete visto e sentito c’è un’adesione ai principii e agli obiettivi che questa riforma vuole realizzare. Ma sono fiducioso - prosegue - perché, anche alla luce del testo che abiamo elaborato oggi, è evidente che una grande associazione come la Cgil può essere ragionevolmente in grado, anche da sola, di procedere alla proclamazione dello sciopero".

COSA PREVEDE IL TESTO - Poi il ministro del Welfare entra nello specifico del provvedimento: "Potranno proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sindacati che hanno complessivamente almeno il 50% della rappresentanza. In alternativa, le organizzazioni che hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum preventivo, che deve registrare un consenso di almeno il 30% dei lavoratori". La regolamentazione dello sciopero "virtuale" sarà demandata "alla contrattazione tra le parti e potrà essere effettuato secondo varie modalità che dovranno essere decise dalle parti sociali in accordo con la commissione di garanzia" precisa poi Sacconi.

Per quanto riguarda le forme di lotta che provocano problemi alla viabilità Sacconi spiega: "Si potranno sanzionare anche i comportamenti sleali nello sciopero dell'autotrasporto e di forme di lotta di altre categorie che bloccano autostrade o aeroporti e bloccano la circolazione. Oltre all'eventuale sanzione penale già presente ci sarà una sanzione amministrativa".

Infine il ministro del Welfare sottolinea che per la revoca di uno sciopero sarà necessario "un congruo anticipo" in modo da risolvere il "problema delle organizzazioni minori che hanno puntato al danno dell'effetto annuncio". La "revoca all'ultimo minuto sarà possibile solo se c'è un accordo definitivo" conclude Sacconi.

CONFINDUSTRIA - "Sì al referendum prima di uno sciopero, anche fuori dal settore trasporti". A dirlo è il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che si è detta "favorevole" all’ipotesi di un allargamento, oltre al settore dei trasporti pubblici, dell’obbligo di referendum per indire uno sciopero quando la rappresentanza sindacale è bassa come prevede la legge delega approvata dal governo.

LE CRITICHE DELLA CGIL - L'annuncio dell'intervento del governo sulla materia aveva creato nei giorni scorsi forti critiche da parte soprattutto della Cgil. Secondo il segretario generale Guglielmo Epifani: "In materia di libertà del diritto di sciopero costituzionalmente garantito bisogna procedere con molta attenzione. Se c'è qualcosa da aggiustare rispetto a una normativa già rigida eventualmente lo si può vedere. Ma se si vogliono introdurre forzature che limitano poteri e prerogative è altra questione". Più possibilista verso il provvedimento del governo il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni: "Spero che si possa regolare la materia degli scioperi in modo tale da permettere alla maggioranza dei lavoratori di avere la possibilità di governare questo diritto così delicato e di consentire, attraverso la delega, una discussione con le parti sociali. Ma per farlo è necessario che la delega sia larga". Bonanni poi attacca Epifani: "Epifani ogni giorno strilla che c'è un lupo in giro. Spero che questo non faccia abbassare l'attenzione di tutti. Urlare al lupo ogni giorno non serve a nessuno".

BRUNETTA - In un momento di crisi economica generalizzata è "ancora più insopportabile avere ricattatori in questo o in quel segmento del mondo del lavoro, il Paese ha diritto di poter vivere e la mobilità rappresenta un diritto inalienabile" sostiene invece il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. "Non vedo che problemi ci possano essere - aggiunge Brunetta - abbiamo il consenso dei cittadini e di una parte preponderante del sindacato e anche parte dell’opposizione è convinta di questo provvedimento. Gli scioperi selvaggi distruggono i diritti delle persone, c’è, chiaramente, il diritto allo sciopero ma serve una regolamentazione".

27 febbraio 2009

REPUBBLICA

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2009-02-28

LEGGI IL DDL SACCONI SU RIF. SCIOPERO

E' scontro tra Cisl e Cgil. Bonanni a Epifani: "No a rifiuti ideologici, si creano allarmismi"

Il ministro del Lavoro assicura: "Continuerà confronto con le parti sociali"

Scioperi, via libera al ddl delega

Sacconi: "Nessun autoritarismo"

Le novità: rappresentanza al 50% o referendum al 20% per la proclamazione

La riscossione delle sanzioni affidata a Equitalia: "Così saranno effettive"

Scioperi, via libera al ddl delega Sacconi: "Nessun autoritarismo"

Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al ddl delega di riforma degli scioperi nel settore dei trasporti. Il provvedimento, dicono fonti governative, è stato approvato "all'unanimità, in un clima di grande accordo". La riforma, per ora, riguarderà soltanto il settore dei trasporti e, ha assicurato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, garantirà "una più efficace conciliazione tra il sacrosanto e tutelato diritto di sciopero e la libera circolazione delle persone".

Il contenuto della legge delega, anticipato nei giorni scorsi, è già motivo di scontro tra i sindacati, in particolare tra Cisl e Cgil. Ieri l'altolà del segretario della Cgil Guglielmo Epifani, che ha messo in guardia il governo puntando, in particolare sull'aspetto della delega: lo sciopero, ha sostenuto, è un diritto fondamentale, svolte autoritarie sono pericolose.

"Abbiamo scelto un percorso molto cauto, il Parlamento ascolterà le parti sociali e si applicheranno le deleghe sentendo le parti sociali - ha replicato oggi Sacconi, nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei Ministri - Preoccupazione e critiche pregiudiziali che hanno parlato di soluzioni autoritarie sono assolutamente fuori luogo. Non c'è stata nessuna posizione autoritaria, dire questo è fuori luogo".

E poi, rivolgendosi in particolare alla Cgil, Sacconi ha aggiunto: "Mi sembra ci sia la disponibilità a continuare il dialogo, sono fiducioso, anche perché alla luce del testo varato oggi è evidente che una grande organizzazione sindacale come la Cgil potrà decidere da sola la proclamazione di uno sciopero".

Anche il numero uno della Cisl ha replicato oggi a Epifani dai microfoni di Radio24: le nuove regole per gli scioperi nei trasporti devono "rientrare in una trattativa tra le parti", ha riconosciuto Bonanni. Detto questo sarebbe però bene che la Cgil non ponesse "rifiuti ideologici", assumendo una posizione che crea solo "allarmismi".

Le nuove norme. Potranno proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sindacati che hanno complessivamente almeno il 50% della rappresentanza. In alternativa, le organizzazioni che hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum preventivo, che deve registrare un consenso di almeno il 30% dei lavoratori. "La soglia del 20% non va pensata per una sola organizzazione", ha precisato Sacconi, chiarendo pertanto che più sigle possono anche mettersi d'accordo per raggiungere la quota necessaria.

Mentre la regolamentazione del cosiddetto sciopero virtuale sarà demandata "alla contrattazione tra le parti e potrà essere effettuato secondo varie modalità che dovranno essere decise dalle parti sociali in accordo con la commissione di garanzia", ha chiarito Sacconi.

Equitalia riscuoterà le sanzioni. Arrivano sanzioni amministrative per chi decide forme di protesta che causano il blocco di strade, autostrade e aeroporti. E' prevista una norma contro "i comportamenti sleali nell'autotrasporto su gomma e in caso di forme di lotta di altre categorie che bloccano strade, autostrade e aeroporti". La riscossione è affidata a Equitalia.

"Nel provvedimento c'è una unica norma generale riguardante tutti i servizi pubblici essenziali e riguarda le sanzioni. Le sanzioni oggi di fatto non si applicano perché sono attribuite al datore di lavoro - ha detto Sacconi - ma è ingiusto caricare su di lui questa responsabilità. Quindi, si è deciso di attribuire l'onere della riscossione a Equitalia. In questo modo la sanzione sarà finalmente effettiva".

(27 febbraio 2009)

 

 

L'UNITA'

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2009-02-28

Sciopero, via libera del governo. Cgil: stiano attenti. Anche Bossi frena

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega per la riforma delle modalità di sciopero nei trasporti pubblici.

Queste le decisioni principali illustrate dal ministro per il Lavoro Maurizio Sacconi. In primo luogo Per quanto riguarda "la proclamazione dello sciopero nel settore del trasporto, occorre che le organizzazioni che indicono lo sciopero abbiano la rappresentanza di almeno la metà dei lavoratori; se le sigle rappresentano almeno il 20% serve un referendum" preventivo nel quale è necessario ottenere "almeno il 30% di consensi".

In particolare la norma del provvedimento approvato prevede "la necessità di proclamazione dello sciopero da parte di organizzazioni sindacali complessivamente dotate, a livello di settore, di un grado di rappresentatività superiore al 50 per cento". Per le organizzazioni sindacali che non superano la soglia del 50 per cento, si legge nel provvedimento, è previsto il ricorso al "referendum preventivo obbligatorio tra i lavoratori dei settori o delle aziende interessate dallo sciopero, a condizione che le organizzazioni sindacali che

indicono il referendum siano complessivamente dotate, a livello di settore, di un grado di rappresentatività superiore al 20 per cento". In quest'ultimo caso - precisa la norma - la legittimità dello sciopero è condizionata al voto favorevole del 30 per cento dei lavoratori interessati dallo sciopero".

"La soglia del 20% non va pensata per una sola organizzazione" e allo stesso modo "le grandi organizzazioni da sole e quelle più piccole combinate insieme sono certamente in grado di raggiungere la soglia del 50%" necessaria per indire uno sciopero senza referendum.

Sia lo sciopero virtuale sia l'adesione individuale allo sciopero saranno disciplinati dalla contrattazione, ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Lo sciopero virtuale sarà disciplinato dalla contrattazione perchè potrà essere effettuato in varie modalità, con o senza la trattenuta dal salario", ha affermato il ministro, aggiungendo che "in questo caso deve esserci un danno anche per la controparte, più che proporzionato alla rinuncia dei lavoratori". La protesta virtuale, ha aggiunto Sacconi, per esempio si potrà fare con una fascia al braccio, comunque, ha ribadito, "saranno le parti a disciplinarlo". Stesso discorso per l'adesione individuale, che "è rinviata alla contrattazione collettiva", ha aggiunto. Nel dettaglio il provvedimento definisce la "previsione per via contrattuale o, in assenza di accordo o contratto collettivo, nelle regolamentazioni provvisorie della dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero stesso da parte del singolo lavoratore". La regola, precisa l'articolo in questione, deve riguardare "almeno" i "servizi o attività di particolare rilevanza".

Per quanto riguarda la contrarietà della Cgil ("temo derive autoritarie aveva detto Epifani" Sacconi ha detto) che "mi sembra ci sia la disponibilità a continuare il dialogo" con le parti sociali e in particolare con la Cgil, anche perchè "sono fiducioso che alla luce del testo varato oggi è evidente che una grande organizzazione sindacale come la Cgil possa decidere da sola la proclamazione di uno sciopero". Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine della conferenza stampa di presentazione del ddl delega sulla riforma degli scioperi nel settore dei trasporti.

"Il confronto continua anche per il metodo seguito che è quello di una legge delega e non di un decreto in vigore già da stanotte. Auspichiamo che il lavoro parlamentare sia intenso e il governo sarà un interlocutore con le Camere e con le parti sociali" ha affermato il ministro. Un confronto, ha spiegato Sacconi, che proseguirà anche con i decreti delegati e che dovrà comunque fare

capo alla contrattazione. Ma, ha concluso Sacconi, "non potevamo stare a guardare rispetto ai dati forniti ieri dal Garante, con 500 scioperi l'anno, una media di 2 scioperi al giorno". "Ringrazio - ha concluso - il presidente Martone e il presidente della Camera Gianfranco Fini per le loro considerazioni di ieri che ci hanno incoraggiato a procedere"

27 febbraio 2009

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-02-27

Arriva una soglia per proclamare lo sciopero

di Nicoletta Cottone

27 febbraio 2009

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Sciopero virtuale e adesione individuale allo sciopero demandati alla contrattazione collettiva. Il Consiglio dei ministri ha varato il ddl delega di riforma degli scioperi nel settore dei trasporti. che sarà esaminato dal Parlamento. Saranno sanzionati anche comportamenti sleali nello sciopero dell'autotrasporto e forme di lotta di altre categorie che bloccano la circolazione: strade, porti, aeroporti o stazioni ferroviarie. "Oltre all'eventuale sanzione penale già presente - ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - ci sarà una sanzione amministrativa. La Commissione di garanzia cercherà di prevenire il formarsi del conflitto che si realizza con lo sciopero". Si cerca di contrastare così "il problema delle organizzazioni minori che hanno puntato al danno dell'effetto annuncio. La revoca all'ultimo minuto sarà possibile solo se c'è un accordo definitivo". Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha sottolineato l'esigenza di coniugare il diritto di sciopero con la libertà di movimento dei cittadini. Un disegno di legge "migliorabile", ha sottolineato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che "rende i servizi più efficienti". Lo strumento del ddl delega, ha spiegato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, servirà non solo per mettere a punto altri dettagli, ma anche come ulteriore strumento di coinvolgimento delle parti sociali, che saranno sentite anche durante la discussione in Parlamento.

Arriva una soglia per proclamare lo sciopero. Lo sciopero nel settore del trasporto potrà essere proclamato dalle associazioni di categoria che rappresentano almeno il 50% dei lavoratori. O, in alternativa, da quelle che raccolgono il 20% dopo l'approvazione di un referendum preventivo approvato dal 30% dei lavoratori. "La proclamazione dello sciopero nel settore del trasporto - ha spiegato in conferenza stampa il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - può essere indetto dalle associazioni di categoria che rappresentino almeno metà dei lavoratori. Se le associazioni non raggiungono tale grado di rappresentatività, ma rappresentano almeno il 20% - ha aggiunto il ministro - possono dare vita a un referendum, in modo che lo sciopero possa essere proclamato se raccoglie nell'azienda o nel settore di riferimento, a seconda dei casi, almeno il 30% dei consensi". Sacconi ha anche spiegato che la soglia del 20% non va pensata per una sola organizzazione" e allo stesso modo "le grandi organizzazioni da sole e quelle più piccole combinate insieme sono certamente in grado di raggiungere la soglia del 50%" necessaria per indire uno sciopero senza referendum.

Nei settori rilevanti dichiarazione preventiva di adesione. Il Governo è delegato a emanare entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge decreti legislativi per realizzare un migliore contemperamento tra esercizio di sciopero e diritto alla mobilità dei cittadini. La delega, però, si muove all'interno di precisi ambiti. Prevista la dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero da parte del singolo lavoratore nei settori rilevanti.

Previsto lo sciopero virtuale. Nei contratti sarà introdotto l'istituto dello sciopero virtuale, che potrà essere reso obbligatorio per alcune categorie professionali in grado di determinare l'impossibilità di erogare il servizio principale o essenziale. "Lo sciopero virtuale - ha sottolineato Sacconi - sarà disciplinato dalla contrattazione perchè potrà essere effettuato in varie modalità, con o senza la trattenuta dal salario", ha affermato il ministro, aggiungendo che "in questo caso deve esserci un danno anche per la controparte, più che proporzionato alla rinuncia dei lavoratori". La protesta virtuale, ha aggiunto Sacconi, per esempio si potrà fare con una fascia al braccio.

Riscossione delle sanzioni a Equitalia. La riscossione delle sanzioni per tutti i servizi pubblici essenziali, sarà affidata a Equitalia. "Le sanzioni oggi di fatto non si applicano perchè sono attribuite al datore di lavoro". Ma "è ingiusto caricare su di lui questa responsabilità". L'onere della riscossione passa, quindi al pubblico, a Equitalia. "In questo modo - conclude - la sanzione sarà finalmente effettiva".

Comunicazione della revoca con un congruo anticipo. La revoca degli scioperi nei trasporti dovrà essere comunicata in congruo anticipo per evitare che il solo effetto annuncio possa portare disagi ai cittadini.

 

 

 

 

Sindacati divisi. Epifani:

"Cappa su un diritto di libertà"

27 febbraio 2009

Nei trasporti pubblici la protesta "virtuale"

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Il settore più litigioso è quello aereo

VIDEO

L'ASTERISCO

di Ferruccio de Bortoli

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Cisl e Uil: recepite le nostre indicazioni. Letta (Pd): "Sbagliato lo strumento della legge delega". Gasparri (Pdl): "Tutelati tutti i lavoratori, in particolare i cittadini"

 

Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al ddl delega di riforma degli scioperi nei settori che incidono sul diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione, ma la polemica sulla nuova disciplina, ovviamente, prosegue.

"Mi pare una formulazione abbastanza equilibrata". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, da Palermo ha commentato il disegno di legge delega varato dal Cdm sulla riforma degli scioperi nel settore dei trasporti, ricordando che "va incontro a quello che la Cisl ha richiesto, cioé di circoscrivere l'intervento solo ai trasporti, l'unico comparto dove non c'è una regolamentazione precisa".

Bonanni, quindi, ha lanciato un appello agli altri sindacati confederali: "Chiedo alla Cgil e alla Uil di farsi carico delle esigenze di raggiungere un equilibrio fra il diritto dei lavoratori allo sciopero e quello dei cittadini alla mobilità". Ed infine alla Cgil ricorda che "queste materie così delicate hanno bisogno di un sindacato con i piedi per terra e responsabile. Perché non fa parte della tradizione sindacale confederale italiana - conclude - un sindacato che alza gli scudi e grida sempre al lupo facendo allarmismo".

Per ilsegretario generale della Uil trasporti Giuseppe Caronia "va bene discutere delle regole" che disciplinano gli scioperi "l'importante é non mettere in discussione il diritto" a manifestare. In ogni caso Caronia dice sì alla riforma, anche perché "il Governo ha recepito molte delle indicazioni fornite dalle parti sociali", ma con qualche riserva su alcuni punti qualificanti del ddl. In particolare "lo strumento dello sciopero virtuale non può essere preso in considerazione quando si parla di sciopero generale di una categoria - ha spiegato il numero uno della Uilt - in quel caso l'unica mobilitazione possibile é quella tradizionale". In altre circostanze però "non sono contrario. quando ci sono per esempio delle controversie sui rinnovi contrattuali - continua Caronia - allora lo sciopero virtuale può essere un buon surrogato che risponde alle esigenze dei lavoratori senza ledere la libertà di movimento dei cittadini".

Quanto al referendum consultivo preventivo obbligatorio per i sindacati che non superano il 50 per cento di rappresentatività "sono abbastanza perplesso e ho dei dubbi su come si applicherà concretamente - ha osservato il leader della Uil trasporti - anche se concettualmente capisco la scelta di contenere le proteste delle organizzazioni minori che non sono rappresentative dei lavoratori". tra l'altro, aggiunge Caronia, "il modello di rappresentatività" è in concreto il risultato di "un'obiettiva misurazione di adesione al sindacato".

Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, "un sindacato diviso - ha detto concludendo a Brindisi un convegno della confederazione - non definisce un problema per l'economia, definisce un problema per i lavoratori". Inoltre "siamo coloro che, per essere onesti, nel settore del trasporto aereo e ferroviario e nel trasporto pubblico locale, abbiamo pagato in termini di iscritti i prezzi più alti per essere rigorosi e coerenti nel rispetto dei codici di autoregolamentazione". Questo è accaduto - ha sottolineato Epifani - "anche quando altri, che oggi fanno a noi lezioni, in realtà assumevano i comportamenti più singolari e irresponsabili possibili".

"Ma un conto è questo - ha proseguito - un conto è provare a partire dal settore dei trasporti per mettere una cappa su un diritto di libertà che è per tutti noi il diritto allo sciopero". Secondo Epifani, in quel caso "non c'è un problema di conciliazione di diritti, ma è il segno che vuoi rendere più debole la capacità di rappresentazione e di risposta del lavoro e della sua dignità e rendere più forte quella della controparte. Per noi questo non è accettabile".

Sul fronte più strettamente politico, l'opposizione prova a dare segnali di reazione: "Il diritto di sciopero va regolamentato e non compresso. E questa novità deve riguardare solo il settore dei trasporti". Ad affermarlo è Enrico Letta, responsabile welfare per il Partito Democratico. "Per arrivare ad una riforma davvero utile ai cittadini, ai sindacati più rappresentativi e alla produttivitá del paese, è necessaria una discussione libera in Parlamento e un buon lavoro di concertazione", dice Letta. "Di conseguenza - ha proseguito Letta - è sbagliato, a nostro avviso, lo strumento della legge delega. Il Partito Democratico affronterà, quindi, la discussione in Parlamento per eliminare la previsione di deleghe e cambiare in meglio il testo del Consiglio dei ministri".

Di avviso diametralmente opposto, il capogruppo del pdl alla Camera Maurizio Gasparri: "Ben venga il disegno di legge del Governo per regolamentare gli scioperi, che tutela e rispetta tutti i lavoratori, in particolare i cittadini, che rispettano il diritto di sciopero, ma vogliono servizi pubblici funzionanti, soprattutto nei trasporti. Sosterremo la proposta del Governo, che non lede i diritti ma anzi rafforza quelli della gente comune".

 

 

 

 

 

 

 

Tre soglie di sbarramento per frenare le sigle meno rappresentative

analisi di Giorgio Pogliotti

27 febbraio 2009

Con tre soglie di sbarramento il Governo ha voluto porre un freno alle conflittualità promossa dalle sigle meno rappresentative nel settore dei trasporti. Secondo il Ddl delega approvato dal Consiglio dei ministri lo sciopero potrà essere proclamato solo dalle organizzazioni con un grado di rappresentatività a livello di settore superiore al 50 per cento. Da sola, questa soglia avrebbe avuto un impatto pesante per un sindacato come la Cgil, che non avrebbe avuto i numeri per scioperare autonomamente. In alternativa, il testo definitivo approvato da Palazzo Chigi ha previsto per i sindacati che non raggiungono il 50% – ma con un livello di rappresentatività superiore al 20% – il ricorso a un referendum preventivo nei settori o nelle aziende interessate: la legittimità di uno sciopero, in questo caso, è condizionata dal voto favorevole del 30% dei lavoratori.

Stamani è stato necessario un lungo lavoro di mediazione con le parti sociali – il ricorso alla consultazione non era previsto nel testo elaborato giovedì sera dai tecnici – per giungere a questa formulazione: come è noto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, si è sempre detto contrario al ricorso al referendum. Ma alla fine lo stesso Bonanni ha preferito fare un passo indietro, in nome della tenuta complessiva dell'impianto della riforma. Che così come è formulata, certamente dà un impulso a favore della confederalità – a discapito delle microsigle autonome – soprattutto in un settore come quello dei trasporti in cui l'unità sindacale non è a rischio. Altre due novità del testo – sempre frutto delle mediazioni dell'ultim'ora con le parti sociali – sono la previsione "per via contrattuale" della dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero e dello sciopero virtuale che, per categorie come i controllori di volo, potrà diventare obbligatorio.

 

 

 

 

 

Scioperi: Marcegaglia, bene referendum anche oltre trasporti

27 febbraio 2009

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sarebbe favorevole all'ipotesi di un allargamento, oltre al settore dei trasporti pubblici, dell'obbligo di referendum per indire uno sciopero quando la rappresentanza sindacale è bassa come prevede la legge delega approvata oggi dal Governo. "Il tema della rappresentatività è importante - ha detto il leader degli industriali al termine di una visita tra gli stand del salone Milanovendemoda - è importante sia nel privato sia nel pubblico. A dire la verità ci sono anche delle trattative in corso con i sindacati per arrivare a un accordo comune sul tema della rappresentatività sindacale". Marcegaglia ha ricordato che anche la riforma del modello contrattuale "è monca" su questo tema. "E' un tema importante e di democrazia", ha concluso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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